Quando giovedì 16 aprile almeno cinque persone hanno rapinato la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro al Vomero, tenendo 25 ostaggi per ore prima di sparire nel sottosuolo, la prima reazione di molti è stata inevitabile: "sembra un film". Vale la pena guardare perché, al contrario di certa finzione cinematografica, la realtà è più interessante — e più istruttiva.

Il colpo: la dinamica

Verso mezzogiorno tre uomini con passamontagna e maschere sono entrati nella filiale come normali clienti, hanno immobilizzato i presenti e sbarrato la porta antipanico. Mentre fuori si dispiegavano le forze dell'ordine, un secondo gruppo era già al lavoro nel caveau, entrando da un punto insospettabile.

Verso le 15:00 i Vigili del Fuoco hanno liberato gli ostaggi sfondando la vetrata blindata. Quando le forze dell'ordine sono entrate nel caveau, hanno trovato un buco nel pavimento largo circa 50 centimetri, lo stesso da cui era entrata la seconda squadra di rapinatori. La banda era già sparita — con il contenuto di circa 40 cassette di sicurezza — nella rete fognaria cittadina.

"L'idea che mi sono fatto è che ci sia una squadra apposita che si è occupata dello scavo e che poi abbia lasciato ad altri la rapina." — Geologo Gianluca Minin

Il cunicolo: 12 metri nel tufo, scavati a mano

Il geologo Gianluca Minin — presidente dell'Ass. Borbonica Sotterranea e uno dei massimi esperti del sottosuolo partenopeo — è sceso nelle fogne insieme agli investigatori con un laser portatile e ha realizzato una ricostruzione tridimensionale del percorso, poi messa a disposizione dei Carabinieri.

Il cunicolo — dati tecnici
  • Lunghezza: circa 12 metri
  • Altezza: tra 70 e 90 centimetri
  • Tecnica di scavo: interamente a mano
  • Materiale attraversato: tufo napoletano
  • Partenza: rete fognaria preesistente
  • Arrivo: pavimento del caveau (antisala non blindata)
  • Rischio: instabilità al fronte, classificato "rischio frana" dall'esperto
  • Tempo di preparazione stimato: settimane / mesi

Il punto su cui Minin ha insistito è la competenza rivelata dall'esecuzione: orientarsi in un sistema fognario storico per portare uno scavo esattamente sotto un punto specifico "comodo" da sfondare, passando sotto al caveau, richiede la lettura precisa di planimetrie sotterranee, esperienza nell'avanzamento in roccia tenera e gestione del rischio di collasso. Non è un'impresa da improvvisatori.

Il tufo napoletano: perché facilita e complica insieme

Il sottosuolo di Napoli è una realtà stratificata e peculiare: secoli di cavità estrattive, gallerie borboniche, condotte fognarie ottocentesche, cunicoli bellici — tutto scavato nel tufo giallo napoletano, la roccia piroclastica che caratterizza la città dal di sotto.

Il tufo è una roccia tenera, lavorabile con strumenti manuali elementari. È questa caratteristica che ha permesso secoli di attività estrattiva artigianale e che ha reso possibile lo scavo di 12 metri senza attrezzatura meccanizzata: nessun martello pneumatico, nessun rumore anomalo in superficie, nessuna vibrazione rilevabile.

Il tufo napoletano è lo stesso materiale che ha permesso la costruzione del centro storico di Napoli dal di sotto e dal di sopra: estratto per costruire edifici, lasciando cavità che poi diventano infrastrutture. Una doppia vita del sottosuolo che non ha equivalenti in molte altre città europee.

Il rovescio della medaglia è la fragilità strutturale: un cunicolo in tufo senza armatura rischia il collasso per vibrazione, variazioni di carico in superficie o infiltrazioni d'acqua. Il rischio frana segnalato da Minin non era retorico — chi ha scavato sapeva, e ha scelto di procedere comunque.

La ricostruzione 3D: uno strumento diagnostico

La cosa più significativa del rilievo di Minin non è la lunghezza del cunicolo, ma la precisione della direzione: arrivare esattamente sotto il pavimento della stanza adiacente al caveau, partendo da un punto della rete fognaria, richiede una lettura cartografica del sottosuolo non banale. Le reti fognarie storiche delle città italiane non sono sempre documentate con precisione — spesso ci si orienta con mappe parziali, misurazioni dirette e, in qualche caso, con una conoscenza pregressa degli spazi.

Cosa questo caso ci dice sul sottosuolo urbano
  • Il tufo napoletano è lavorabile a mano con strumenti elementari: chi conosce il sottosuolo di Napoli lo sa.
  • Le reti fognarie e i cunicoli storici delle città italiane sono spesso scarsamente documentati. La conoscenza locale vale più di qualsiasi planimetria.
  • La geofonia — rilevazione di scavi tramite sensori vibrazionali — è tecnicamente possibile ma richiede un'infrastruttura di monitoraggio che quasi nessuna banca urbana ha.
  • Il tufo consente scavi silenziosi: niente vibrazioni superficiali rilevabili, niente cedimenti evidenti con cunicoli di piccola sezione.

La realtà e il cinema

Abbiamo già scritto di tunnel e cinema — precisamente dell'impossibile TBM di Ocean's Thirteen e dei sette motivi per cui quella scena è ingegneristicamente fantascienza (leggi l'articolo). Il caso di Napoli è quasi l'opposto: nessuna macchina spettacolare, nessun cantiere visibile, nessun convoglio eccezionale. Solo una comprensione precisa del sottosuolo locale, strumenti minimi, mesi di pianificazione, settimane di lavoro silenzioso.

È interessante notare come nello scavare il cunicolo, i rapinatori si siano imbattuti in due micropali della fondazione del caveau. Un po' come Danny Ocean & Co — come hanno fatto a non usarli per simulare un sisma e svuotare la banca (o, forse, ci hanno provato?)

La realtà, quando funziona, tende alla semplicità efficiente.
Il cinema alla grandiosità irrealizzabile.
Fonti
  • Geopop — Rapina in banca a Napoli, ladri fuggiti da 12 metri di cunicoli scavati a mano: ricostruzione 3D del geologo — geopop.it
  • Il Fatto Quotidiano — Rapina Credit Agricole Napoli, il tunnel scavato a mano e a rischio frana — ilfattoquotidiano.it
  • ANSA Video — Rapina in banca a Napoli, la ricostruzione 3D del cunicolo scavato sotto il caveau — ansa.it
  • Fanpage.it — Rapina in banca a Napoli: oltre 40 cassette di sicurezza trafugate — fanpage.it
  • Open.online — L'assalto da film al Crédit Agricole di Napoli: così i banditi in tuta da operaio hanno svaligiato la banca con un colpo preparato da mesi — open.online
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