Premessa: so che fare le pulci alle trasposizioni cinematografiche di metodologie tecniche è come sparare sulla Croce Rossa, ma è un bell'esercizio mentale e non sminuisce la validità di una pellicola.

Ocean's Thirteen (2007, regia di Steven Soderbergh) è un film di vendetta, e rapina, scritto bene e recitato magnificamente (giudizio probabilmente di minoranza, ma l'ho rivisto più volte e non mi ha mai stancato). La storia è semplice: Danny Ocean e la sua banda vogliono rovinare Willy Bank (Al Pacino), spietato magnate dei casinò che ha fregato un loro vecchio amico. Il piano prevede di mandare in bancarotta il suo nuovo hotel/casinò e l'anello finale consiste nel simulare un terremoto sotto l'edificio per forzare l'evacuazione nel momento giusto.

Lo strumento del terremoto? Una TBM — tunnel boring machine, talvolta chiamata "talpa" o "fresa" — quella usata per scavare il Tunnel sotto la Manica, come spiegano i protagonisti. Nel film la procurano, la installano sotto Las Vegas, e la mettono in funzione per far "grattare" le fondazioni del grattacielo e simulare una scossa sismica.

L'espediente funziona benissimo al cinema. Ma dal punto di vista ingegneristico è un catalogo quasi completo di impossibilità fisiche, logistiche e normative. Vediamole una per una — senza astio nei confronti di Soderbergh, che di mestiere fa il regista.

Prima di tutto: il Tunnel sotto la Manica era in roccia o terreno?

Il film cita esplicitamente le TBM del "Chunnel" (il tunnel ferroviario sotto la Manica, inaugurato nel 1994). È un riferimento preciso — quelle macchine erano reali, colossali e famose. Ma c'è già qui il primo problema tecnico nascosto.

Il Tunnel è stato scavato quasi interamente nella chalk marl — una roccia sedimentaria a bassa resistenza, composta da calcare e argilla in proporzioni simili, con un contenuto di argilla del 30–40% che la rende praticamente impermeabile. Non è terreno sciolto, ma non è nemmeno granito: è una roccia tenera, stabile, facile da scavare, ideale per le TBM. Sul lato inglese furono usate TBM a fronte aperto; sul lato francese, dove la geologia è più fratturata e permeabile, furono necessarie macchine EPB (Earth Pressure Balance) capaci di lavorare in pressione per controbilanciare continuamente il fronte di scavo che altrimenti tenderebbe a collassare nel vuoto creato dall'avanzamento.

In totale vennero impiegate 11 TBM (e non 2 come dato a intendere nel film), ciascuna progettata per le specifiche condizioni geologiche del proprio tratto. Questo dettaglio conta perché, come vedremo, nel sottosuolo di Las Vegas la situazione è completamente diversa — e richiederebbe un tipo di TBM opposto rispetto a quelle prevalentemente usate per il Chunnel.

Per chi ha fretta — cosa funziona e cosa no
  • No. Trasporto e installazione in 48 ore. Una TBM del Chunnel richiede convogli eccezionali, autorizzazioni multiple e settimane di assemblaggio nel pozzo di lancio.
  • No. Scavo in segreto sotto Las Vegas. Il cantiere, lo smaltimento dello smarino, i cedimenti in superficie e i fanghi bentonitici sarebbero immediatamente visibili.
  • No. Simulare un terremoto grattando le fondazioni. Fisicamente impossibile: energia insufficiente, sistema fondazionale non compromettibile localmente, firma vibrazionale completamente diversa da un sisma reale.
  • No. Usare la TBM del Chunnel nel sottosuolo alluvionale di Las Vegas. Quella è una macchina per roccia tenera. Il sottosuolo del Nevada richiede una EPB completamente diversa.
  • Parziale. La TBM si rompe e ne prendono un'altra. Ironicamente verosimile: i guasti sono frequenti. Ma iniziare un secondo tunnel da zero raddoppia tutti i problemi già elencati e non possono ripartire dallo stesso tunnel: devono iniziarne uno nuovo da zero.
  • Vero. Le TBM sepolte non possono tornare indietro. Le TBM lasciate sotto Las Vegas sarebbero lì per sempre — esattamente come alcune delle TBM britanniche del Chunnel, deliberatamente deviate verso il basso e interrate a fine scavo.

Problema 1 — Il trasporto e l'allestimento del cantiere

Le TBM del Tunnel sotto la Manica avevano diametri intorno ai 5,6–8,7 metri e lunghezze totali — contando il convoglio di supporto — di oltre 150–200 metri. Non sono macchine che si caricano su un camion. Il solo scudo anteriore pesa centinaia di tonnellate e viene trasportato in pezzi, su convogli eccezionali che richiedono autorizzazioni prefettizie, chiusure di strade pianificate con le autorità e, in molti casi, percorsi notturni con scorta delle forze dell'ordine.

Nel film, il personaggio di Basher (Don Cheadle) fa riferimento alle squadre che monitoravano la TBM durante lo scavo del Chunnel. È un dettaglio autentico (almeno uno). Quello che il film omette è che quelle operazioni richiesero anni di pianificazione, investimenti miliardari e, al picco dei lavori, migliaia di persone impiegate contemporaneamente — anche se, certo, il tunnel del film non deve essere fruibile, solo funzionale al colpo.

Trasportare una TBM del Chunnel a Las Vegas in 48 ore equivale a consegnare un sottomarino con un furgone — di notte, senza che nessuno se ne accorga.

Problema 2 — Il pozzo di lancio e l'assemblaggio

Una TBM non può semplicemente iniziare a scavare partendo dalla superficie. Ha bisogno di un pozzo di lancio: uno scavo verticale di dimensioni considerevoli (tipicamente 15–20 metri di diametro, 15–30 metri di profondità) dal quale la macchina viene calata in pezzi tramite gru da cantiere di grande portata, poi ri-assemblata da squadre specializzate. L'operazione richiede settimane in condizioni controllate, con accesso continuo di mezzi pesanti e logistica organizzata. In un'area urbana come Las Vegas, avrebbe richiesto permessi comunali, del dipartimento dei lavori pubblici e probabilmente anche notifica alle autorità federali.

Problema 3 — La TBM avanza spingendosi contro se stessa

Il meccanismo di avanzamento di una TBM a scudo — quella adatta al terreno sciolto di Las Vegas — funziona così: i pistoni idraulici spingono la testa fresante in avanti appoggiandosi al rivestimento della galleria già posato. Il rivestimento è composto da conci prefabbricati in calcestruzzo armato, segmenti curvi che la macchina stessa posa circonferenzialmente man mano che avanza.

Questo significa che i conci devono essere prodotti in stabilimento, trasportati in cantiere, stoccati all'imbocco e poi portati internamente lungo la galleria da treni su rotaia fino alla testa fresante. Per una macchina di 6 metri di diametro, ogni anello è composto da 5–7 conci del peso di 3–5 tonnellate ciascuno. Senza questo flusso continuo di materiale, la TBM si ferma.

Problema 4 — Il terreno di risulta e i fanghi bentonitici

Lo scavo produce materiale da smaltire — il cosiddetto smarino. In una TBM EPB, il terreno viene estratto tramite coclea e caricato su nastri che lo portano all'imbocco, dove viene sollevato in superficie e trattato. In alternativa, le TBM a fanghi bentonitici pompano il terreno in sospensione fino a una stazione di separazione in superficie. In entrambi i casi: camion, impianti, vasche, cantieri visibili. Se l'obiettivo è non farsi scoprire, questo è il punto dove il piano collassa definitivamente.

Problema 5 — I cedimenti in superficie

Qualunque scavo con TBM in terreno sciolto urbano provoca cedimenti in superficie — è fisicamente inevitabile. La rimozione del terreno crea un vuoto che si propaga verso l'alto. E questo fenomeno è tanto più marcato quanto meno profondo è il tunnel. I tecnici lavorano per minimizzarlo (iniezioni di boiacca al contorno del rivestimento, controllo della pressione al fronte, monitoraggio inclinometrico degli edifici vicini). A Las Vegas, con il sottosuolo alluvionale tipico del deserto del Mojave, il rischio di subsidenza è concreto. Un cedimento anomalo di pochi centimetri su una strada della Strip verrebbe rilevato immediatamente dai sistemi di monitoraggio delle utilities. Fine del piano in segreto.

Problema 6 — I tempi sono assurdi

Una TBM EPB in terreno sciolto urbano avanza tipicamente tra i 10 e i 20 metri al giorno. I protagonisti devono partire da un punto sufficientemente lontano dal casinò per non farsi notare: diciamo almeno qualche centinaio di metri, probabilmente di più. Anche con le condizioni più favorevoli, si parla di settimane di scavo, non di ore — senza contare fermate per manutenzione, cambi di conci, interventi al fronte.

Problema 7 — Simulare un terremoto "grattando le fondazioni": la fisica non regge

Un terremoto scuote un edificio perché l'intero terreno sottostante si comporta come una piastra vibrante: l'onda sismica interessa una massa enorme di suolo, che trasferisce l'energia all'intero sistema di fondazioni contemporaneamente. La TBM agisce su un punto localizzato, con una trasmissione di energia che — per quanto grande — è distribuita su una piccola sezione trasversale rispetto all'intero sistema fondazionale.

Un edificio alto ha fondazioni su pali profondi — per un grattacielo di Las Vegas, facilmente 20–30 metri o più, con decine di elementi. La resistenza complessiva dipende dall'attrito laterale tra palo e terreno lungo tutta la lunghezza e/o dall'interfaccia con eventuali strati rocciosi profondi. La TBM potrebbe interagire con la testa di qualche palo in una zona ristretta, ma non sarebbe in grado né di fornire l'energia necessaria per far oscillare l'edificio, né di compromettere significativamente la resistenza complessiva del sistema fondazionale.

Ma poi, la lasciano lì?

Questa è forse la domanda più divertente dell'intera vicenda. La risposta è sì — non avrebbero altra scelta. Una TBM non può invertire la marcia: può solo avanzare. Smontarla in galleria significherebbe aprire il fronte scavo al terreno circostante, con rischio di sifonamento e collasso della galleria. Anche le TBM del vero Tunnel sotto la Manica finirono così: due di quelle britanniche furono deliberatamente deviate verso il basso e sepolte, troppo costose da recuperare. Al termine del film, sotto Las Vegas ci sarebbero due TBM da centinaia di tonnellate ciascuna, sepolte in due tunnel inutilizzabili che prima o poi causeranno cedimenti. Un bel regalo alla città.

Ma vuoi mettere, la scena funziona. Ed è questo che conta — al cinema.

La grandezza di Ocean's Thirteen non sta nella verosimiglianza tecnica ma nell'eleganza narrativa. La TBM è un MacGuffin perfetto: visivamente imponente, associata a un'opera reale che le conferisce credibilità istintiva, sufficientemente oscura per la maggior parte degli spettatori da non sollevare domande immediate. Dal punto di vista della sceneggiatura, è una scelta eccellente. Dal punto di vista ingegneristico, è fantascienza. E questo, in fondo, va benissimo così.

Note e fonti
  • IMDb, "Ocean's Thirteen (2007) — Goofs", imdb.com/title/tt0496806/goofs/ — sezione dedicata agli errori tecnici del film.
  • Wikipedia, "Channel Tunnel", en.wikipedia.org/wiki/Channel_Tunnel — geologia del tracciato, numero di TBM impiegate (11 totali), sepoltura delle macchine britanniche a fine scavo.
  • The Robbins Company, "The Channel Tunnel", robbinstbm.com — dettagli sulla geologia chalk marl, configurazione delle TBM lato francese (EPB) e britannico (open-face).
  • Wikipedia, "Tunnel boring machine", en.wikipedia.org/wiki/Tunnel_boring_machine — classificazione TBM per tipologia di terreno, meccanismo di avanzamento, velocità tipiche.
  • Geological Society of London, "Channel Tunnel", geolsoc.org.uk — geologia dettagliata del tracciato per tratti.
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