Premessa: come per la talpa scavatrice di Ocean's Thirteen, fare le pulci a un film catastrofico è un esercizio facile e un po' ingeneroso. Lo faccio lo stesso, con i popcorn a portata di mano.
San Andreas (2015, regia di Brad Peyton) non va per il sottile. Dwayne Johnson pilota un elicottero di soccorso, c'è una famiglia da salvare e la California va in pezzi un terremoto dopo l'altro: magnitudo 7,1 in Nevada, poi 9,1 a Los Angeles, infine 9,6 a San Francisco. In mezzo, grattacieli che crollano, una voragine che si apre nel terreno e, per il gran finale, uno tsunami nella baia.
Una cosa, però, il film la azzecca: la faglia. La San Andreas esiste davvero, attraversa la California per oltre mille chilometri e nel 1906, tra scossa e incendio, ha devastato San Francisco. Partiamo da lì.
1906: la staccionata che ha cambiato posto
Il 18 aprile 1906, alle 5:12 del mattino, la faglia si rompe per quasi 500 chilometri. Nei giorni successivi il geologo Grove Karl Gilbert va a vedere da vicino cosa è successo. È sua la foto che apre questo articolo: una staccionata tagliata in due, con le due metà spostate di circa due metri e mezzo. Poco più a nord, una strada è stata tranciata e spostata di sei metri.
Guardate bene: il terreno non si è aperto, si è spostato di lato. Lungo la San Andreas due enormi blocchi di crosta terrestre scorrono uno accanto all'altro, come due treni che si incrociano su binari paralleli. La staccionata non è finita in un burrone: si è ritrovata con metà dei pali qualche metro più in là.
Lungo la San Andreas la terra non si apre: scivola di lato.
Cosa sbaglia il film
La diga. Il film parte col botto: una scossa di magnitudo 7,1 in Nevada e la diga di Hoover che si sbriciola come un biscotto. La Hoover è una diga di calcestruzzo alta oltre 220 metri e spessa circa 200 alla base: regge la spinta di un lago intero con il proprio peso e con la sua forma ad arco. Un terremoto forte e vicino potrebbe danneggiarla, ma vederla andare in pezzi in pochi secondi è pura sceneggiatura.
La magnitudo. Un terremoto è tanto più forte quanto più grande è il pezzo di faglia che si rompe. La San Andreas è lunghissima ma poco profonda: è come una lama infilata in verticale nel terreno, che arriva solo a 15-20 chilometri. Per questo ha un limite. Lucy Jones, sismologa del servizio geologico degli Stati Uniti, intervistata proprio sul film, l'ha detto chiaramente: «Il massimo che possiamo avere è un 8,2». Il 9,6 del film supera perfino il terremoto più forte mai registrato, quello del Cile del 1960 (9,5). E rispetto al terremoto del 1906, di magnitudo 7,9, libererebbe circa 350 volte più energia.
La voragine. Nel film il terreno si spalanca e inghiotte auto e persone. Nella realtà una faglia come questa lascia crepe, gradini e solchi, ma nessun abisso: sottoterra la pressione è così alta che un vuoto non resterebbe aperto. E c'è un motivo ancora più semplice, che ricorda la stessa Lucy Jones: se la faglia si aprisse non ci sarebbe attrito tra i due blocchi, e senza attrito non ci sarebbe nessun terremoto.
I grattacieli che cadono come tessere del domino. Gli edifici alti moderni, nelle zone sismiche, sono progettati per oscillare: assecondano il movimento invece di opporsi in modo rigido, e durante un forte terremoto gli ultimi piani possono spostarsi anche di oltre un metro senza crollare. Possono subire danni, anche seri, ma il crollo a catena del film non è il comportamento che ci si aspetta. Il rischio maggiore, semmai, sta negli edifici vecchi, costruiti prima delle regole antisismiche moderne.
Lo tsunami. Gli tsunami più grandi nascono quando il fondale marino si alza di colpo e solleva tutta l'acqua che ha sopra, come è successo in Giappone nel 2011. La San Andreas corre quasi tutta sulla terraferma e si muove di lato, non in su: l'acqua della baia resta dov'è.
E cosa, sorprendentemente, azzecca
Un terremoto che ne innesca un altro a centinaia di chilometri di distanza è plausibile: nel 1992 una scossa di magnitudo 7,3 in California ne ha provocata una di 5,7 in Nevada il giorno dopo. E il consiglio che il sismologo del film, interpretato da Paul Giamatti, dà durante la scossa è proprio quello giusto: a terra, al riparo sotto un tavolo robusto, e tenersi forte. Su questo anche Lucy Jones è d'accordo.
- Falso. La diga di Hoover che si sbriciola in pochi secondi.
- Falso. Magnitudo 9,6 sulla San Andreas: il massimo possibile è circa 8,2.
- Falso. I grattacieli che crollano a catena.
- Falso. La voragine: la terra scorre di lato, non si apre.
- Falso. Lo tsunami nella baia: serve un fondale che si sollevi.
- Vero. Una scossa che ne innesca un'altra lontano.
- Vero. A terra, al riparo, tenersi forte.
- Non pervenuto. Il terreno che diventa liquido. Nel film non c'è; nella realtà è uno dei danni più insidiosi.
Il grande assente: il terreno che diventa liquido
C'è un fenomeno che nel film non compare mai, e che agli ingegneri toglie il sonno molto più delle voragini: la liquefazione.
Avete presente la sabbia bagnata in riva al mare? Se ci camminate sopra regge benissimo. Se invece restate nello stesso punto e battete il piede, dopo pochi colpi diventa molle, si riempie d'acqua e il piede affonda. La liquefazione è questo, in grande.
Un terreno sabbioso sta in piedi perché i granelli si appoggiano l'uno all'altro. Se è pieno d'acqua e arriva lo scuotimento di un terremoto, l'acqua tra i granelli non fa in tempo a scappare, va in pressione e li spinge a staccarsi. Per qualche momento il terreno smette di fare il terreno e si comporta come un liquido denso: gli edifici possono affondare o inclinarsi, e la sabbia risale in superficie formando piccoli «vulcanelli».
Servono tre ingredienti insieme: sabbia sciolta, acqua vicino alla superficie e uno scuotimento abbastanza forte. Se ne manca uno, il terreno non si liquefa. E non serve un 9,6 da film: bastano terremoti molto più modesti.
Perché Hollywood la ignora? Probabilmente perché non è fotogenica. Niente esplosioni, niente crepe che si spalancano: solo un palazzo che, a scossa finita, si ritrova storto e affondato di qualche decina di centimetri, o una strada piena di sabbia uscita dal nulla. Al cinema non fa spettacolo. Per chi ci abita, invece, la differenza è enorme: un edificio inclinato, anche se è rimasto in piedi, spesso non si può più usare.
Il pericolo vero, spesso, non è la crepa che si spalanca. È la sabbia sotto le fondazioni che smette di reggere.
Il finale che il film non ha
Hollywood ha bisogno di voragini e di onde alte come grattacieli. La realtà è meno spettacolare e più subdola: qualche metro di sabbia bagnata che nessuno ha guardato.
La buona notizia è che si può guardare, e senza effetti speciali. Sapere su che terreno poggia un edificio, e come si comporterebbe durante un terremoto, è il primo passo per evitare sorprese. Bastano alcune indagini sul terreno e un po' di attenzione, molto prima che serva un elicottero. È un lavoro per l'ingegnere e il geologo, non per Dwayne Johnson.
- LAist, AirTalk, «'San Andreas': USGS expert Lucy Jones on things it gets wrong… and right», 29/05/2015, laist.com/shows/airtalk/san-andreas-usgs-expert-lucy-jones-on-things-it-gets-wrong-and-right — magnitudo del film, massimo possibile ≈ 8,2, tsunami, Landers 1992, «drop, cover, hold on».
- CBS News, «San Andreas: fact or fiction», cbsnews.com — diga di Hoover e grattacieli secondo Lucy Jones; NPR, trascrizione del 29/05/2015, npr.org/transcripts/410267157 — la scena del sismologo interpretato da Paul Giamatti.
- USGS, «The Great 1906 San Francisco Earthquake», earthquake.usgs.gov/earthquakes/events/1906calif/18april/ — ora, magnitudo 7,9, rottura di 477 km, ruolo dell'incendio.
- USGS, «How large was the offset?», earthquake.usgs.gov/earthquakes/events/1906calif/18april/offset.php — staccionata presso Bolinas (≈ 8,5 piedi).
- Gilbert G. K. et al. (1907), The San Francisco earthquake and fire of April 18, 1906, USGS Bulletin 324, tav. I, pubs.usgs.gov/bul/0324 — foto della staccionata e della strada di Point Reyes (20 piedi).
- USGS, «The San Andreas Fault», pubs.usgs.gov/gip/earthq3/safaultgip.html — lunghezza e profondità della faglia.
- USGS, «20 Largest Earthquakes in the World», usgs.gov — Cile, 22 maggio 1960, magnitudo 9,5.
- U.S. Bureau of Reclamation, «Hoover Dam FAQs», usbr.gov/lc/hooverdam/faqs/damfaqs.html, e scheda di progetto usbr.gov/projects/index.php?id=122 — diga ad arco-gravità, altezza 726 piedi (≈ 221 m), spessore alla base 660 piedi (≈ 201 m).
